Rapid instructional design
“È comunemente risaputo che la porzione più ampia nei processi di produzione dei contenuti didattici non ha niente a che fare con l’uso di software, che sia rapido o meno. Il tempo maggiore viene impiegato nelle fasi precedenti al processo di creazione del corso, durante la fase di progettazione del sistema didattico. La parte più impegnativa non è quella relativa all’inserimento della logica, del testo o delle immagini dentro gli strumenti. La fase più dura è la decisione di quale logica, testo e immagini devono essere inseriti”. (William Horton, in Boehle, 2005)
Uno degli elementi a favore dell’uso del Rapid e-learning è proprio relativo al modello di progettazione e di sviluppo dei materiali didattici.
In questo contesto la disputa non è quella classica tra modelli di progettazione lineare, basati su un’organizzazione sequenziale degli interventi didattici, e modelli costruttivisti, aperti e ricorsivi. (Khan, 2004) In generale, la questione viene riportata nella dialettica tra scomposizione lineare analitica dei processi e processo “ermeneutico-circolare”, nel quale la ricerca del “senso” e la stesura stessa del progetto assume carattere ricorsivo. (Calvani, 2000, 2004)
Il modello di sviluppo più in uso in “Instructional Design” è chiamato A.D.D.I.E., acronimo di Analysis, Design, Development, Implementation ed Evaluation (Analisi, Progettazione, Sviluppo, Implementazione, Valutazione). Ciascuna di queste fasi contempla le attività relative alla progettazione di interventi formativi, in generale, e di interventi in e-learning, in particolare.
Nel dettaglio il modello contiene le seguenti attività, (Santilli, 2006)…
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Un modello leggermente diverso è stato proposto dall’azienda italiana WBT. La WBT ha introdotto una procedura di sviluppo denominata C.D.M. proprio per superare i problemi inerenti i processi di sviluppo “A.D.D.I.E.”.
Il CDM è un “work-flow” utilizzato per rendere anche a livello tecnico e di project management il concetto di ‘user-centered design’, progettazione del courseware che mette l’utente al centro del processo.
La logica adottata è di rispondere con una corretta organizzazione ad albero del processo di progettazione-sviluppo e con il rispetto di regole di rilascio di semilavorati significativi. Ogni fase, o ogni CDM, prevede in ingresso …
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Maria Ranieri ci suggerisce un modello alternativo di sviluppo del courseware. Secondo Ranieri, la progettazione didattica, definita “ermeneutico-circolare”, non è facilmente schematizzabile. “L’immagine più appropriata è quella di una spirale che evoca l’idea di un sistema aperto e ricorsivo in cui si procede attraverso continui rimandi ed aggiustamenti.” (Ranieri, 2005) Una spirale che contempla le fasi di livello Macrodidattico, Microdidattico, Produzione e sviluppo.

Figura 14 - Modello di progettazione ‘a spirale’ (Ranieri, 2005)







